Decreto liquidità, il 6 aprile 2020 : le misure per pmi

Il Fondo di Garanzia, ulteriormente potenziato con il Decreto Liquidità, concede diverse forme di copertura statale sui prestiti, a seconda dell’importo di questi ultimi.

Con il sì di Bruxelles, arrivato in mattinata, il Ministero dello Sviluppo Economico annuncia che è partito il processo per rendere immediatamente attuative le misure approvate in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti.

Nello specifico i prestiti per le imprese si articolano in una manovra a tre corsie:

  1. Prestiti fino a 25mila euro: garanzia gratuita, al 100% e automatica, senza valutazioni. La banca per concedere il prestito non deve nemmeno aspettare che termini l’istruttoria del fondo. Questi prestiti riguardano solo le PMI e le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, la cui attività è stata danneggiata dal Coronavirus. Fermo restano il tetto massimo di 25mila euro, questi prestiti non possono comunque superare il 25% dei ricavi. Il prestito è a sei anni, con restituzione della quota capitale non prima di due anni dall’erogazione. Il tasso di interesse non può superare il tasso del Rendistato (rendimento medio dei titoli di stato) maggiorato dello 0,2%.
  1. Prestiti fino a 800mila euro: la garanzia può arrivare al 100% con l’apporto dei Confidi. Sono ammessi solo partite IVA e PMI con ricavi fino a 3,2 miliardi. Anche in questo caso, il prestito non può superare il 25% del fatturato (quindi possono chiedere 800mila euro solo coloro che fatturano 3,2 miliardi, mentre il finanziamento si abbassa di conseguenza, in base alla regola del 25% del fatturato, per chi ha ricavi più bassi).
  2. Prestiti fino a 800mila euro: la garanzia può arrivare al 100% con l’apporto dei Confidi. Sono ammessi solo partite IVA e PMI con ricavi fino a 3,2 miliardi. Anche in questo caso, il prestito non può superare il 25% del fatturato (quindi possono chiedere 800mila euro solo coloro che fatturano 3,2 miliardi, mentre il finanziamento si abbassa di conseguenza, in base alla regola del 25% del fatturato, per chi ha ricavi più bassi).

Fermo restando il tetto massimo di 5 milioni di prestito garantito, bisogna rispettare ulteriori paletti. Il finanziamento non può superare:

  1. il doppio del costo annuo del personale: si calcola il costo 2019 o dell’ultimo annuo disponibile (se l’impresa è nata dopo il primo gennaio 2019, si calcola il costo salariale annuo previsto nei primi due anni di attività);
  2. il 25% del fatturato 2019;
  3. il fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per il costo di investimenti nei successivi 18 mesi per le PMI e nei successivi 12 mesi per le imprese fra 250 e 499 dipendenti.

I primi a partire saranno i prestiti di importo minore (quelli fino a 25.000 euro), punto 1, dato che per questi non è richiesta alcuna valutazione del merito di credito del beneficiario. La richiesta potrà essere fatta da subito: il Ministero dello Sviluppo economico ha reso disponibile, sul sito del Fondo di Garanzia, il modulo per la domanda di garanzia fino a 25.000 euro. Il beneficiario dovrà compilare il documento e inviarlo per mail (anche non certificata) alla banca o al confidi al quale si rivolgerà per richiedere il finanziamento, allegando una copia di un documento di riconoscimento in corso di validità. Il modulo, valido sia per le richieste di garanzia diretta che di riassicurazione e controgaranzia,si chiama “  Allegato-4-bis ”   . L’Abi fa sapere che le banche, dopo aver ricevuto il modulo anche via mail, potranno subito erogare i finanziamenti senza aspettare il via libera di Mediocredito centrale che gestisce il Fondo di garanzia.

I tempi per i prestiti di importo maggiore di cui al punto 2 e 3

Tempi più lunghi invece per ottenere la garanzia di Stato sui prestiti di importo maggiore. Il Ministero dello Sviluppo Economico e il Mediocredito Centrale (che gestisce il Fondo di Garanzia) stanno lavorando con Abi (Associazione Bancaria Italiana, ndr) e istituti di credito “per rendere attivi e disponibili, in tempi brevi, tutti i sistemi informatici e la modulistica necessaria alla richiesta di garanzia per i beneficiari delle misure, che si prevedono numerosi”. Inoltre, come spiega la nota del Ministero, “si sta lavorando per accelerare le istruttorie bancarie con l’obiettivo di ridurre a pochissimi giorni il tempo di attesa tra la richiesta di finanziamento e l’accredito delle somme richieste sul proprio conto corrente”.

La garanzia del fondo con tutte le nuove regole può essere applicata anche a finanziamenti già concessi purché successivamente al 30 gennaio 2020 e da non più di tre mesi alla data della nuova richiesta.

Ci sono semplificazioni sul fronte della valutazione del merito di credito delle imprese. La garanzia è concessa anche alle imprese ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale successivamente al primo gennaio 2019, o che hanno accordi di ristrutturazione, ma con una serie di condizioni precisamente dettagliate dal decreto.

Moratoria mutui PMI con garanzia automatica

13 Marzo 2020 La durata della garanzia del Fondo è estesa nel caso in cui l’impresa abbia aderito alla moratoria mutui, sospendendo per un determinato periodo le rate o allungando le scadenze dei finanziamenti.

Sono previste regole specifiche sulle operazioni di riassicurazione, sui rifinanziamento in seguito a ristrutturazione del debito, per le imprese del microcredito, per le nuove imprese, e sui portafogli di finanziamento

 

 Decreto liquidità, la misura approvata dal Governo il 6 aprile 2020: la proroga delle scadenze fiscali

Il decreto liquidità approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 aprile 2020 prevede ulteriori proroghe rispetto alle sospensioni del decreto Cura Italia.

In aggiunta alle misure già previste vengono inserite le sospensioni dei versamenti IVA, delle ritenute e dei contributi per i mesi di aprile e maggio.

In attesa della pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale, il Governo fa sapere che nello specifico le ulteriori proroghe sono articolate come segue:

IVA: le ritenute e i contributi sono sospesi per i soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia;

sono inoltre sospesi in ogni caso tali versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;

per i residenti delle 5 province più colpite, ossia Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza, la sospensione del versamento IVA è accordata se si è verificato un calo del fatturato di almeno il 33%, a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni.

La ripresa dei versamenti è stabilita a partire dal mese di giugno 2020, con la possibilità di scegliere la formula rateale: 5 rate mensili dello stesso importo.

Il decreto liquidità estende inoltre la sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto Cura Italia.

Con la nuova misura, vengono ricomprese anche le scadenze dei mesi di aprile e maggio 2020.

Sul fronte scadenze ci sono inoltre altre due importanti novità.

La prima riguarda i termini per i versamenti scaduti lo scorso 20 marzo 2020, data di rinvio degli appuntamenti con il fisco del 16 marzo 2020.

Per tali scadenze viene fissato un nuovo termine: il 16 aprile 2020.